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Nel terzo libro della sua storia, Tucidide asserisce che nel primo anno della guerra del Peloponneso (426 a. C.), gli Ateniesi, per consiglio d’un certo oracolo, purificarono l’isola di Delo, e vi celebrarono delle feste, ricorrenti ogni cinque anni.

E soggiunge: «E anche a tempo antico c’era a Delo gran concorso di Ioni e d’isolani circonvicini, che vi si recavano ai sacri spettacoli con le mogli e i figli, come usano ora gli Ioni alle feste d’Efeso. E c’era una gara di ginnastica e di musica, e le varie città vi conducevano cori. E che le cose andassero cosí, lo prova chiaramente Omero in quei versi dell’inno ad Apollo:

Ma in Delo, o Febo, più che altrove, ti giubila il cuore. S’adunan qui gli Ioni per te, ch’ànno usberghi di bronzo,
essi, coi loro figli, le loro consorti pudiche;
e con la danza, coi canti, s’allegran, col pugile gioco,
te ricordando, allorché solennizzano, o Febo, le gare.

E che ci fosse anche la gara di musica, lo dichiara in altri versi dello stesso inno: poiché, dopo avere esaltato il coro