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104 INNI OMERICI

Sesto episodio (333-338). Giove manda Ermete nell’Ade, perché riconduca Persefone sulla terra. Ade acconsente, ma, con una frode, fa sí che la Dea sia pur costretta a ritornare in Averno.

Settimo episodio. Madre e figlia si ritrovano. E, dopo le prime espansioni, Persefone, richiesta dalla madre, le narra i particolari del suo ratto. Questa narrazione, non è lunghissima, ma neppur troppo sobria. E specialmente offende la lunga enumerazione dei nomi delle Ninfe, e la descrizione dei fiori, che è una replica, assai peggiorata, di quella dei primi versi. E neanche si può obiettare che sia una delle solite ripetizioni epiche, perché non è ripetizione, bensì rifacimento. Si potrà sospettare che sia interpolata; ma non si può dire che abbia virtù di render sospetto tutto quanto l’episodio, che nel complesso s’inquadra benissimo nella linea generale.

Ottavo episodio. Giove manda Rea sulla terra perché convinca Demetra a desistere finalmente dal suo sdegno, e a ridonare alla terra la fertilità. Ritorni poi all’Olimpo, e le saranno concessi grandissimi onori. E la Dea ottempera in tutto al volere di Giove.

Versi 468-473. Saluto del poeta a Demetra e a Persefone.

Tale il contenuto dell’inno. E, se facciamo astrazione da alcuni particolari, che potrebbero benissimo essere interpolati, non c’è proprio nessun indizio che lo dimostri opera inorganica o comunque raffazzonata. Presenta anch’esso bella unità artistica, e per la finezza delle pitture non rimane certo inferiore a verun altro degl’inni omerici. E l’episodio dei fiori, e, innanzi tutto, la passione di Dèmetra, pur non essendo indici di un’età troppo bassa, gli conferiscono un sapore