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CANTO XIV 237

E verso la città, fuggendo, cercarono scampo.
Quivi il tenace Ulisse, levando un altissimo grido,
s’avventò, l’incalzò, come aquila a volo dal cielo.
Ma scagliò allora una fumida folgore il figlio di Crono,
che cadde innanzi a sua figlia, la Diva dall’occhio azzurrino.
E disse allor la Diva dall’occhio azzurrino ad Ulisse:
«O figlio di Laerte, divino scaltrissimo Ulisse,
frénati, e della guerra pon fine alla rissa funesta,
ché Giove, onniveggente di Crono figliuol, non s’adiri».
Disse Atena. Ubbidí col gaudio nell’anima Ulisse.
E quindi strinse accordi giurati fra entrambe le parti
Pallade Atena, la figlia di Giove che l’egida scuote,
che avea la voce assunta di Mèntore, e tutto l’aspetto.