Pagina:Omero - L'Odissea (Romagnoli) II.djvu/205

204 ODISSEA

Su via, dunque, discendi, ritorna di nuovo alla sala;
che se delle mie donne qui fosse alcun’altra venuta,
e ridestata dal sonno m’avesse, per darmi tal nuova,
giú nella sala di nuovo di certo l’avrei rimandata
con un gran brutto congedo: a te gli anni tuoi (anno schermo»
Ed Euriclèa, la fida nutrice, Cosí le rispose:
«Io non ti faccio danno, figliuola mia cara! Davvero
è ritornato Ulisse, è in casa, come io te lo dico:
è lo straniero che tutti qui dentro copriano d’oltraggi.
Telemaco da un pezzo sapeva di già ch’era in casa,
ma per prudenza tenne nascosti i disegni del padre,
per vendicar gli affronti di quei tracotanti Signori».
Cosí disse. Gioi Penelope, e a terra balzata,
strinse la vecchia al seno, dagli occhi versando gran pianto;
e a lei rispose, queste parole veloci le disse:
«Se tu la verità, nutrice mia cara, m’ hai detta,
se proprio Ulisse, come tu dici, è tornato al suo tetto,
come potè le mani giltare sui Proci sfrontati,
s’egli era solo, e gli altri qui ognor se ne stavano a frotte? ’.
E le rispose Cosí la fida nutrice Euriclèa:
«Io ncn lo so, non ho visto: udito ho soltanto le gridr.
dei Proci uccisi: noi stavam delle stanze nel fondo,
invase di terrore, con gli usci serrati sprangati,
sinché venne a chiamarmi, che uscissi alla fine, tuo figlio
Telemaco; ed a lui l’aveva ordinato suo padre.
E allora Ulisse io vidi, che in mezzo ai cadaveri stava:
i corpi intorno a lui giacevan sul sodo impiantito
l’uno sull’altro: Cosí lo vidi, fui colma di gioia!
A mucchi quelli adesso, dinanzi alla porta dell’atrio,
stanno; e la casa tutta purifica Ulisse col ’»lfo.