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DEDICA


Vi è conto, almo Pastore,
Siccome ratto a giovanetto cuore
Gentil amor s’apprende, se gentile
Scintilla scocchi di virtude ascosa,
E alla mente desiosa
Della vergine età schietta lampeggi.
E la gentil scintilla
Col vostro caro nome
Dal Vatican spiccata, a questi lidi
Corse quasi baleno,
E de’ Leviti vostri accolta in seno
Bella fiamma vi accese,
Che un dì fia acuto sprone in belle imprese
A emularvi modello.
Forte sentir novello
Non si sta muto in petto;
Indi scolpiti accenti
Corsero al labbro, e li foggiava amore,
Siccome suole, ardenti;
Ma di misura non sentiano il freno,
Chè musa ed arte eletta,
Lunga stagion negletta,
Con van desio s’invoca, ove l’ingegno
Lunga stagion fu volto ad altro segno.
Sotto la rozza spoglia
Non vi spiaccia, Signor, de’ figli vostri
Il piccioletto serto;
A povertà d’intreccio e di colore
Il vostro cuor supplisca,
E il puro olezzo di sincero amore.