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BROEK. 341

la nuova via, salutato festosamente dalla grande città, come un araldo annunziatore di prosperità e di fortuna.

Appena il piroscafo ebbe oltrepassato le porte monumentali dal Canale del nord, disparvero ai miei occhi il golfo, il porto, Amsterdam, ogni cosa; poichè in quel punto le acque del canale sono di quasi tre metri più basse che il livello del mare; e non vidi più che una miriade di cime d’alberi di bastimento, di punte di campanili e di estremità d’ali di mulino, sporgenti oltre le dighe altissime in mezzo alle quali si scorreva. Di tratto in tratto il piroscafo passava per una stretta porta, le rive erano deserte, il canale chiuso da ogni parte, l’orizzonte nascosto; pareva di navigare per i meandri d’una fortezza inondata. Dopo una mezz’ora di questa navigazione furtiva, si arrivò a un villaggio, un vero indovinello di villaggio, formato da alcune casette colorite, schierate lungo una diga, e quasi interamente nascoste da una fila di alberi tagliati in forma di ventaglio e piantati dinanzi agli usci, come per difendere dagli sguardi di chi passa i segreti della vita domestica. Il piroscafo passò per un’altra porta, e riuscì nell’aperta campagna, dove mi si presentò uno spettacolo affatto nuovo. Le acque del canale, essendo assai più elevate della campagna circostante, il bastimento scorreva all’altezza delle cime degli alberi e dei comignoli delle case che fiancheggiavano le dighe; e la gente che passava per i sentieri voltava il viso in