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Le due gonnelle 295


del pericolo, Manetta s’era cucita sui fianchi. I fascisti non le fecero nessun male, ma rivestendola le legarono ai fianchi una gonnella tricolore, fatta con la loro bandiera, e le ingiunsero di non separarsene mai senza il loro permesso.

Bei figlioli, pare, anche quei fascisti, tanto che quella li lasciò fare, un po’ protestando, un po’ ridendo. Ma i comunisti lo seppero; e via la gonnella tricolore per dar posto a una gonnella di rosso scarlatto. Adesso appena hanno un’ora libera, giovanotti dell’una o dell’altra parte corrono a San Pietro, cercano di Marietta e: – Su le vesti! – le ordinano. E quella obbedisce. Il gioco dura da qualche mese. Ebbene, Marietta non s’è sbagliata mai; i comunisti le hanno trovata sempre la gonnella rossa, i fascisti la gonnella tricolore. Il male si è che Marietta la quale era, su per giù, una brava ragazza, ha preso la maledetta abitudine di scoprirsi così ad ogni giovanotto che le si presenta. E i suoi costumi ne soffrono.

Nestore, se ho da parlare per simboli, assomiglia oggi un poco a Marietta. E Marietta assomiglia molto all’Italia. Ma quel che per adesso mi consola, è che la gonna tricolore ci sia, e che quella bella spudorata di Marietta, al momento buono, sappia mostrarla.

FINE.