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perchè a quelle teorie credettero e si abbandonarono con tanto candore tedesco che dalla loro stessa sincerità il movimento, se molto acquistò di ridicolo, anche molto acquistò d’impeto, e in taluni, come Novalis, di profondità. I più si sforzarono a vivere (ed era più facile) come scrivevano. Qualcuno come il Lenz finisce in manicomio. Herder per tutta la vita è sotto l’incubo della persecuzione. Il giovane Goethe, coi fratelli Stolberg suoi compagni allora nello Sturm und Drang, passando da Darmstadt si bagna ignudo davanti alla popolazione spaventata. A Elberfeld si mette a danzare intorno alla tavola dell’albergo, gli occhi fuori della testa, mentre i presenti fuggono chè lo credono impazzito. Ah, signori, solo a leggere la storia aneddotica di quel gruppo letterario in quelli anni e a leggere le loro opere ampollose confuse e dissennate, si può intendere il grido di Goethe: — Quando io finalmente giunsi a Roma, credetti di nascere per la seconda volta.

Ma ancora oggi nella immane e tragica crisi del mondo tedesco, l’ostentazione, la violenza, la convinzione del proprio genio e della propria superiorità sui filistei del resto del mondo, l’impeto preferito alla grazia, la forza preferita alla giustizia, la quantità preferita alla qualità, tutte le qualità che furono caratteristiche di quei poeti, noi le ritroviamo, dopo più d’un secolo, intatte, scoppiate con la febbre su dalle abitudini sociali di civiltà, di tolleranza, di misura. Nietzsche si riattacca a loro, pur pulito e raffinato nel suo sarcasmo imperioso dalla sua origine slava e da un secolo di civiltà non tedesca ma europea. La stessa venerazione pel militarismo, la stessa concezione che il soldato è un uomo superiore a tutti gli uomini, se guardate nel fondo, è una concezione medievale e innaturale ormai ad ogni altra nazione d’Europa, (l’Austria non è una nazione) ma anche è una concezione morale superstite del più tempestoso e scapigliato romanticismo. Vivere la propria vita, viverla in libertà, contro tutti gli ostacoli, essere cosi forte da vincere d’un sol colpo questi ostacoli,