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de’ due garzoni su l’Alba del giorno seguente

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Lib. IV. Telemaco, e Pisistrato giungono a Sparta nell’atto, che Menelao celebrava le nozze del figlio Megapente, e della figliuola Ermione. Menelao, ed Elena il riconoscono agevolmente per figlio d’Ulisse. Encomj di questo, e commozione in Telemaco, e negli altri ancora, sino alle lagrime; e artifizio d’Elena per raffrenarle. Tutti vanno a dormire. Comparsa l’Aurora, Menelao ode da Telemaco con isdegno la insolenza de’ Proci; ed a lui narra il suo viaggio in Egitto, e ciò, ch’ivi intese da Proteo intorno ad Agamennone, ad Ajace d’Oiléo, ed anche ad Ulisse. I Proci intanto risolvono d’insidiare Telemaco al suo ritorno, e d’ucciderlo. Angoscia di Penelope, che n’è informata, e cui Pallade poi con un sogno piacevole riconforta

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Lib. V. Nuovo concilio degli Dei. Pallade si lagna, che Ulisse ritenuto sia nell’isola di Calipso, e che si tenti d’ammazzare Telemaco. Giove manda Mercurio a Calipso, che, mal volentieri, congeda Ulisse. Partenza di questo sovra una spezie di zatta da lui construtta. Nettuno gli desta contro una orribil tempesta, per cui, spezzata la barca, ei gettasi a nuoto; e con l’ajuto d’una fascia, che Ino, Dea del mare, gli diede, approda, dopo infiniti patimenti, all’isola de’ Feaci

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Lib. VI. Pallade va nell’isola de’ Feaci, ed