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LIBRO OTTAVO.




     Ma tosto che rosata ambo le palme
Comparve in ciel l’aggiornatrice Aurora,
Surse di letto la sacrata possa
Del magnanimo Alcinoo, e il divin surse
Rovesciator delle cittadi Ulisse.5
La possanza d’Alcinoo al parlamento,
Che i Feaci tenean presso le navi,
Prima d’ogni altro mosse. A mano a mano
Veniano i Feacesi, e su polite
Pietre sedeansi. L’occhiglauca Diva,10
Cui d’Ulisse il ritorno in mente stava,
Tolte del regio banditor le forme,
Qua e là s’avvolgea per la cittade,
E appressava ciascuno, e, Su, dicea,
Su, Prenci, e Condottieri, al foro, al foro,15
Se udir vi cal dello stranier, che giunse
Ad Alcinoo testè per molto mare,
E assai più, che dell’uom, del Nume ha in viso.