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188 inni


— Entrate! — E si mostrò Roma immortale.
Allor allor giungeano dal Tirreno
100gli avvoltoi neri del suo dì lustrale.

Ed era un dì pieno di luce e pieno
di silenzio. Alle schiene taciturne
103pareva un plenilunïo sereno.

C’erano, presso le colonne e le urne,
sotto i grandi archi, a quel passar non nuove
106ombre sedute su le selle eburne.

Termine, il nume cui nessun rimuove,
era lassù. Roma era vinta; eppure
109si figgeano nell’alta arce di Giove

le sue dodici tavole future.


O irremovibile anche tu, Dea lieta!
Dea Gioventù! Là eri con Mameli,
113là rimanesti con l’eroe poeta.

Tu sollevato l’hai con te nei cieli
molle di sangue quasi di rugiada;
116e nella luce dentro cui lo celi,

117brilla ancor la sua lira e la sua spada.