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PER TIMODEMO D’ATENE

VINCITORE NEL PANCRAZIO DI NEMEA


I


Di dove gli omèridi
cantori cominciano anch’essi
a tesser le loro canzoni, da Giove intonando il proemio,
quest’uomo pur egli la prima
vittoria otteneva — e sia base
dei sacri certami — nel bosco
di Giove che suona di canti.

II


Perché gli anni floridi
lui reser, per dritto sentiero
che già fu battuto dai padri, decoro d’Atene fulgente,
convien che il figliuol di Timòno
a Pito il vaghissimo fiore
dispicchi, e novella vittoria
consegua nei ludi. È ben giusto

III


che lunge Orïone
non stia dalle Pleiadi alpestri;
ed è Salamina capace di crescere un saldo guerriero.