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Il peana fu in origine sacro solamente ad Apollo e ad Artèmide: in seguito, se ne composero anche per altri Numi. Omero chiama peana il canto di vittoria degli Achei per la morte di Ettore. Erano, in genere, cantati da giovani.

I papiri ci hanno fatto conoscere un numero relativamente grande di frammenti di peani; ma si può dire che nessuno di essi aggiunga alcuna nota nuova alla poesia pindarica.


I

Come si ricava dal contesto, questo peana, di cui possediamo la fine, fu scritto per una festa in onore d’Apollo, che si celebrava in Tebe al principio della primavera. L’attacco della seconda strofe ha il tòno di ritornello.

PEI TEBANI


Prima che presso ci giunga l’esosa vecchiaia,
all’ombra d’un cuore sereno
ripari ciascuno lo spirito,
lontano dall’ira,