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ODE PITICA III 43


mercè delia lira settemplice. —
Conosci te stesso, sii tu.
Ai pargoli sembra vezzosa


VI



Strofe

sempre vezzosa, la scimmia. Ma in fama salí Radamanto
perché di saggezza
spiccò l’impeccabile fiore; né l’animo allieta alle illecebre
che sempre aderiscono all’arti di chi piaggia e mormora.
È male incurabile calunnia che all'uno ed all'altro
si volga: è volpina saggezza.
E a queste volpecole furbe, quale utile arreca tale arte?
La rete gravata dai piombi, profondasi tutta
nei gorghi del mare;
ed io, come sughero, illeso galleggio sul fiore dei flutti.


Antistrofe

Mai cittadin frodolento potrà suggerir fra gli onesti
parola ch’abbia esito.
Ma pur, verso tutti scodinzola, intreccia ogni subdola astuzia.
Codesto umor suo non partecipo. Amico agli amici;
ma contro i nemici nemico, a guisa di lupo m’avvento
qua e là, per obliqui sentieri.
E l’uomo che ha franca parola giovare può in ogni governo:
e nella tirannide, e quando la rude plebaglia
dirige lo stato,
e quando governano i saggi. Col Nume lottar non conviene,