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PER SENOCRATE D’AGRIGENTO vincitore col carro a pito


I


Udite! Ché il suol de le Càriti, che il suol d’Afrodite
pupilla fulgente
solchiam: de la terra sonora
cerchiam l’umbilico, ed il tempio
là dove, o felici rampolli
d’Emmèno, o Agrigento che siedi sul fiume, o Senòcrate,
è pronto, pel pitico trionfo, un tesoro
di cantici, estrutto nel grembo selvoso
che luccica d’oro, d’Apollo.

II

Né pioggia d’inverno che piombi con impeto fitto,
esercito crudo
di nube sonora, né turbine
con furia d’avversi lapilli,
potrà mai scalzarlo, rapirlo
nei gorghi del mar: la sua fronte fulgente nel sole,
la insigne vittoria che cinse, o Trasíbulo,
nei grembi di Crisa, tuo padre e tua stirpe,
dirà, che la dicano, agli uomini.