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Le odi siciliane di Pindaro si aggruppano principalmente intorno a due città, a due signori: Agrigento e Siracusa, Terone e Ierone. Ma ad intenderle compiutamente, bisogna anche ricordare altri nomi, altri fatti.

Tra i secoli VIII e VI a. C. si svolge la colonizzazione ellenica della Sicilia. Ma tanto gl’insediamenti quanto la prisca vita delle colonie sono avvolti in fitto buio, donde emerge appena qualche nome e qualche leggenda: Falaride, per esempio, ed il suo famoso toro, ricordato anche da Pindaro.

La storia albeggia con Gela (la moderna Terranova), e col signore Ippocrate, che inizia (498 a. C.) con grande astuzia ed energia una politica di conquista. Due uomini, prodi e saggi, gli erano a fianco: Enesídamo, della stirpe degli Emmenidi, forse il medesimo che è ricordato come padre di Terone; e Gelone, figlio di Dinòmene, e fratello di Ierone.

La più importante impresa di Ippocrate fu contro i Siracusani. Questi avevano assalita e conquistata, a sud di Gela, Camarina, loro colonia ribelle (552); e, impadronitisi del territorio, venivano a confinare con i Geloi. Ippocrate non volle cosí pericolosi vicini: li assalí, li sconfisse sul fiume Eloro, e, impadronitosi del territorio di Camarina, ripopolò la città.

Ippocrate morí circa il 492. Gli successe nella signoria, usando l’astuzia e la forza, Gelone. Enesidamo, impotente ad opporglisi, passò ad Agrigento, dove la sua stirpe aveva ade-