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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/26

10 la fiorita



ii


E il bel fanciullo nella lieta ascesa
passò, col fresco flauto tra le dita,
19presso macèe che furono una chiesa.

Pur v’è qualcosa della scorsa vita,
poichè vi canta all’apparir del nuovo
22giorno ed al vespro il passero eremita.

Vi canta ai biacchi, che lì hanno il covo,
ai grilli, alle lucertole che destre
25vengono a guizzi di tra il cardo e il rovo.

Dore intonò col sufolo silvestre
la sua fanfara del ritorno; e il suono
28sparse per tutto un vago odor cilestre:

per tutto un casto odore, un odor buono,
dov’era già il sagrato, dove pare
31fosse la croce, dove, ignoti, sono

sepolti i morti sotto il morto altare.


iii


Viole caste, pallide viole!
Il fiore va, ma lascia un seme e il miele.
35Aprite, o fiori, all’ape che vi vuole!