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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/222

206 pietole



x


I suoi due mari? dove il Po travolge
155lo stillicidio de’ ghiacciai su l’Alpi,
e dove il sacro Tevere conduce
l’acque di neri sotterranei laghi?
E i grandi laghi? così grande alcuno,
che come un mare si ribella al vento?
160E i tanti porti? E nelle vene il rame
ebbe e l’argento; ebbe già l’oro: ha il ferro.
Ha questa terra una gagliarda stirpe
d’uomini, i Marsi, la genìa Sabella
aspra dal sole, i Liguri indomati
165dalla fortuna. Questa terra al mondo
diede gli eroi: gli uomini pronti al fato,
duri alla guerra, i Deci ed i Camilli...
Eppur la terra è del buon Dio di pace,
del buon fuggiasco ignoto Dio, la terra
170della giustizia e della libertà!


xi


   — Soy Italiano
Tengo hambre... —

E Roma
tu la vedesti quando ancor non era.
L’acque del sacro Tevere la nave
saliva, all’ombra tremula, solcando