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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/216

200 pietole


I pioppi a lui rispondono, col canto
15d’un rusignolo ch’ha sui rami ognuno,
l’un dopo l’altro; e lontanando il canto
va sino al Mincio ed al ceruleo Po.


ii


Chè nell’autunno è per lasciare i campi,
il campagnolo, e dire addio per sempre
20alla sua verde Pietole. Che fugge
la Patria; dove, e’ non lo sa per ora.
Qual sia per lui, de’ quattro venti, ancora
e’ non lo sa; nè lo sa meglio il vento,
il lieve vento ch’ora sulla palma
25gli sfiora e sfoglia crepitando un libro
da portar seco nel cammino ignoto.
Ora a quel vento e’ cómpita cantando
strane parole a chieder pane e fuoco,
acqua e lavoro, oltr’alpi ed oltre mare,
30sotto altro sole...

  — Ich bin Italiener
Ich bin hungrig...

A quelle voci strane
dalle verdi acque echeggiano le rane
con la querela sempre ugual, ch’eterna-
mente grmacidano gracidano...