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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/201


la vendemmia 185



ii


Così staccavi la dolce uva, alfine,
co’ tuoi vicini, chè i vicini sono
40mezzo parenti, e con le tue vicine,

o Rigo. Il tempo era da un pezzo al buono,
e la vendemmia si cocea matura
43anche a bacìo; quando sentisti un tuono.

Dicesti: Il bello è bello, ma non dura.
E vendemmiasti. Ed era un giorno asciutto,
46si scivolava per la grande asprura,

cupo di vespe era un ronzìo per tutto,
calda era l’uva e, nei bigonci ancora,
49rendeva già l’odor del mosto e il flutto.

La gente era venuta sull’aurora
quando la guazza o la nebbietta inerte
52vapora in cielo, e il cielo si colora.

Allor le donne ascesero per l’erte,
parlando basso, e recideano a prova
55le pigne con le piccole ugne esperte.

Le recideano al nodo che si trova
a mezzo il gambo. Le galline intorno
58bandian l’annunzio, ad or ad or, dell’ova.