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gli emigranti nella luna 165



canto quarto

Ritorno in sogno


i


Ed il lor sogno anche vanì dai cuori.
E si sparsero intorno, come i cani
3dopo una morte: vagolano fuori,

fiutano cento miglia oggi, domani
piangono all’uscio. Quella madre a Dio
6tendeva, sola, dentro sè le mani.

Ma c’era, ahimè! tanto piagnucolìo
di madri, al mondo! che potean soltanto
9dire, d’un po’ di carne viva: È mio!

Il cielo alfine si velò, poi franto
giù si versò. L’acqua s’udia cadere
12col suono ora d’un canto, ora d’un pianto.

Non c’erano nel mondo albe nè sere.
C’era un silenzio fatto di frastuono
15nei giorni oscuri, nelle notti nere.