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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/170

154 gli emigranti nella luna


“Che farci?„ disse il vecchio. “Olio, non meno!... „
II lume un po’ guizzò palpitò sfrisse,
18si spense. Il vecchio disse: “Olio, nemmeno„.

Che farci! Serrò gli occhi. Altro non disse.
Ecco e s’empiva l’abituro d’una
21pallida nebbia. Che via via men fisse

vanian le stelle all’alba della luna.


ii


E la luna calante battè gialla
sull’impannata. Netta, senza brume,
25stava, sul liscio mar di neve, a galla.

L’immensa taiga biancheggiava al lume.
Qualche betulla nuda, qualche cono
28d’abete, e solchi d’ombra d’un gran fiume.

E si levò tra quelle genti un suono
dolce di voce: “Il giovine straniero
31giunto tra noi, che parla a noi, ch’è buono...

egli sa tutto; vede anche il pensiero
chiuso nei cuori... egli leggeva un giorno
34un libro, il libro che ci dice il vero...