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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/164

148 la piada



iv


Il mio povero mucchio arde e già brilla:
pian piano appoggio sopra due mattoni
60il nero testo di porosa argilla.

Maria, nel fiore infondi l’acqua e poni
il sale; dono di te, Dio; ma pensa!
63l’uomo mi vende ciò che tu ci doni.

Tu n’empi i mari, e l’uomo lo dispensa
nella bilancia tremula: le lande
66tu ne condisci, e manca sulla mensa.

Ma tu, Maria, con le tue mani blande
domi la pasta e poi l’allarghi e spiani;
69ed ecco è liscia come un foglio, e grande

come la luna; e sulle aperte mani
tu me l’arrechi, e me l’adagi molle
72sul testo caldo, e quindi t’allontani.

Io, la giro, e le attizzo con le molle
il fuoco sotto, fin che stride invasa
75dal calor mite, e si rigonfia in bolle:

e l’odore del pane empie la casa.