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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/147


IL SALUTO


i


E il giorno avanti le sue nozze in fiore
rivide, errando per il colle e il piano,
3ciò ch’ella amava, e che non era amore.

E salutò coi cenni della mano
la vigna verde che le dava il vino,
6il campo grande che le dava il grano;

e il melograno rosso e il biancospino
della sua siepe, e il campo così smorto,
9in cui fiorì come un bel cielo il lino:

ciò ch’era morto e ciò ch’era risorto,
ciò che nasceva e che moriva al sole,
12la selva, il prato, l’oliveta e l’orto.

Di fiori, c’era un alto girasole,
nell’orto, e qualche zinia ed astro in boccia.
15Tutto era colto... A lei con l’ali sole

corse, tra un rotto pigolìo, la chioccia.