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Pagina:Nuovi poemetti.djvu/144

128 la mietitura



ii


Facesti assai correre l’ago e il fuso,
la spola e i ferri. Il bene, si ritrova.
19Hai quel ch’è d’uso, ed anche più, che d’uso.

Senza pensarci, ad una casa nuova
tu provvedevi: tu, per quella, in piazza
22la seta e i polli tu portasti e l’uova.

Per quella i teli stavano alla guazza
ed alla luna. Dice il babbo, o Rosa:
25— Ricca da sposa, oprante da ragazza —

Ora, il primo anno, o figlia mia, riposa!
Godi, che n’hai, le calze e le gonnelle
28e le tovaglie a spina, a riso, a rosa.

Per me le hai fatte, e sono così belle!
La madre tua le dona a te... Ma pensa!
31Quando i tuoi vecchi un giorno le ciambelle

ti porteranno, ne ornerai la mensa„.


iii


Così diceva; ma di tanto in tanto
le si arrochiva e si spengea la voce.
35Assieme allora elle faceano un pianto.