Pagina:Novelle cinesi tolte dal Lung-Tu-Kung-Ngan.djvu/97


—( 79 )—

dopo bruciato alquanto incenso, ordina al servo di chiuder la porta.

Ma Hoa-hien seguitava a domandar pietà con voce straziante; nè voleva, nè poteva partirsi. Allora Lieu cieco di collera, riviene sopra i suoi passi, la spada sguainata, e vibra con tutta forza un colpo: quindi serrata la porta, se ne ritorna in casa, e vassene a letto.


È l’ultima ora di notte. La ronda, che percorreva le vie deserte della città, s’arresta spaventata innanzi alla casa dei Fan. Una donna colla testa mozza giaceva ivi sulla soglia della porta, in un lago di sangue. Si corre subito a farne consapevole il magistrato. Tutto il quartiere n’andò a romore: per le strade e le botteghe vicine non si parlava che del misterioso assassinio. La notizia giunse agli orecchi di Lieu, il quale rammentando quel che era successo la notte precedente, temette d’indovinare chi fosse la vittima uccisa. Passa egli nell’ansia il giorno, e stando in questa incertezza ha un sogno, nel quale gli appare la figliuola Hoa-hien, che gli dice: «Io fui uccisa da Fan-sieu. Vedete il mio cadavere alla porta di casa sua. Padre mio, e voi mia madre, vendicate la figliuola vostra innocente.» — Ciò detto, piangendo sparì.

Lieu svegliatosi narra il sogno alla moglie. E pensando a ragione che qualcuno avesse aperto il sepolcro di Hoa-hien, il domani appena giorno si reca al cimitero a visitare la tomba della figlia. Infatti riconosce che quella tomba era priva del cadavere, e vuota d’ogni cosa che v’aveva messo.

Senza por tempo in mezzo, rende informato il giudice Pao-kung della violazione della tomba di sua famiglia; e Pao-kung ordina che s’inviti Fan-sieu, su cui cadevano i sospetti d’un tale atto, a recarsi innanzi al suo tribunale. Non andò molto che l’ufficiale, mandato ad arrestare Fan— sieu, ritornò col giovane; e lo condusse nell’aula, ove era il giudice Pao-kung. Questi lo domandò intorno alla violazione del sepolcro, dal quale insieme al corpo della morta erano stati portati via tutti gli oggetti preziosi, che la famiglia vi aveva deposto, e intorno all’assas-