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terremo un poco in piacevole conversazione.» — A quel parlare Sieu, dubitando che la fanciulla non dicesse da senno, non osava risponder verbo, e stavasene muto e confuso; per lo che essa presolo per le falde dell’abito, e tenutolo forte, gli disse: «Se non acconsentite, vi meno subito da messer lo giudice, e gli narro come voi osaste venire in casa d’una fanciulla:» — A Sieu piacque meglio d’esser condotto nei reconditi ed odorati appartamenti della giovanetta, (2) dove allegramente per più fiale si riempirono le tazze; e già i giovani spiriti dei due garzoni erano non poco esilarati dalle copiose libazioni di generoso vino, allorchè la fanciulla domandò al giovane baccelliere: «Quanti anni avete, signor mio?» — «Diciannove primavere sono già scorse da che io nacqui:» rispose Sieu. — E la fanciulla di nuovo: «Fate voi all’amore con qualche damigella?» — «No, non son per anco fidanzato:» replicò il baccelliere. — «Ed io nemmeno conobbi uomo ancora, continuò Hoa-hien. Se a voi non dispiace un matrimonio fatto senza altre cerimonie che ’l piacer che n’avremo, senza altri testimoni che l’amore, (3) io sono tutta disposta a fare il piacer vostro» — Sieu ognor più maravigliato rispose: «Già abbondantemente fui regalato di vino; ed ora voi volete colmarmi di piacere, coll’offerta di voi stessa! Ma, dite, se i vostri genitori lo verranno a sapere, che sarà di me e di voi? — «Non dubitate, nè vi pigliate pensiero di ciò, replicò la giovanetta; nessuno osa violare gli appartamenti d’una fanciulla; qui siamo al sicuro e segreti: mio padre e mia madre non sapran nulla.» — Sieu veduto che la giovanetta aveva forte desiderio di lui, ripieno com’era di commozione e d’amore, s’assise con lei su d’un soffice letto: ed una serica cortina nascose alla luce del sole la felicità dei due amanti. (4)

Era gia tempo di separarsi: il garzone, riprese ed indossate le vesti, diceva addio alla fanciulla, quando essa, trattenutolo, gli parlò cosi: «Dopo quanto è passato fra noi, il mio onore e il mio avvenire è ora nelle vostre mani. La felicità di cui oggi godemmo, non si darà un’altra volta, che io creda.