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te, cerca d’averle, e non badare a spesa. Eccoti mille monete. Compra le camelie e torna subito.»

Il servo si pose in viaggio, e giunto a Yang-ceu, comincia a cercare per ogni luogo della città, perchè gli venisse fatto vedere qualche pianta di quella specie di camelie; ma non ne vide nessuna. Finalmente arrivato alla porta orientale della città, scorge una casetta, il cui giardino era in gran copia ornato di quelle piante: era la casa del baccelliere Lieu. Ad essa s’indirizza il servo, e giuntovi bussa alla porta. Lieu-cen era uscito. Il famiglio dopo poco vide comparire, mezza nascosta tra le gelosie di bambù, una fanciulla che domanda: chi è? — Il nostro uomo crede di sognare: all’aspetto, alla voce, alle maniere, gli par di riconoscere in quella persona la sua padroncina. S’avvicina; ogni suo dubbio sparisce, tanta era la somiglianza; anzi la fanciulla stessa si fece innanzi, e gli disse: «Ma non mi riconosci tu dunque? Sono proprio la figliuola del tuo padrone.» — In questo mentre Lieu-cen torna a casa; e il servo riconosce il baccelliere, che aveva veduto altre volte nella casa del ministro. Rimasero l’uno in faccia all’altro per un momento muti; e il povero servo credeva proprio d’impazzare. Finalmente Lieu-cen gli domandò, perchè egli fosse venuto a Yang-ceu. — «Avete da sapere, rispose il servo tutto confuso che madamigella, la mia padroncina, s’è ammalata, perchè le camelie del suo giardino si sono appassite, e il signor ministro, mio padrone, mi ha mandato qua a comprarne dell’altre.» — «La tua padroncina? rispose ridendo il baccelliere; essa è qui con me, da sei mesi.» — — Il servo non sapea come spiegarsi questo stranissimo mistero. L’indomani riprese la via che aveva fatta, e senza neppure fermarsi a pigliar fiato, giunse a notte a Ton— king, e narrò al ministro l’accaduto. Il ministro non gli volle prestar fede, e inviò di nuovo a Yang— ceu un suo ufficiale, con ordine che gli conducesse innanzi quella fanciulla, che si diceva essere sua figliuola. Recatosi l’ufficiale ove abitavano la fata e il baccelliere, e fatta loro conoscere la volontà del ministro, gli invitò a seguirlo. La fata non si ricusò, e accompagnata da Lieu-cen, seguì l’ufficiale