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V.


UN GIUDICE NELL’IMBARAZZO

o

LO SPILLONE DA CAPELLI




Al tempo che il giudice Pao-kung visitava la provincia di Nan-ce-li, viveva nella città di Ce-ceu un uomo di ottant’anni; il quale, malgrado l’età sua avanzata, era di piacevoli e belle maniere1, ma d’animo perverso e artificioso. Questi, che aveva nome Cen-te, avendo vista un giorno certa Lo-xi, giovane vedova d’un parente di lui, vaga e bella come un fiore di primavera, se ne innamorò perdutamente, e divisò possederla. A tal fine aveva preso a circuirla con continue e importune visite, e con replicate protestazioni d’affetto. Ma Lo-xi, che era nel fiore dell’età sua, fresca come un boccino di rosa, non si commosse dapprima agli eccitamenti del vecchio. Un giorno però tanta e tale fu l’eloquenza dell’ottuagenario amante, che la giovane vedova si lasciò persuadere; e di mutuo accordo si stabilì un notturno convegno. All’ora fissata la donna, veduto venire l’innamorato, di subito andògli incontro, lo condusse