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La morte del suo intimo amico il matematico Paolo Frisi, seguita nel 1784, lo determinò a scrivere le Memorie della sua vita e de’ suoi studj, che rese pubbliche nel 1787, indirizzandole al celebre ed infelice marchese di Condorcet. Nè qui si è limitato lo sfogo della sua dolente amicizia. Ma due monumenti gli fece erigere; uno nella chiesa della sua villa di Ornago, e l’altro nella chiesa de’ Barnabiti di S. Alessandro di Milano, colla di lui medaglia scolpita in marmo di Carrara dal valente professore Giuseppe Franchi. Mi sia qui lecita una riflessione. Frisi e Parini, il busto del quale scolpito dallo stesso Franchi a spese del celebre astronomo Oriani fu collocato nel ginnasio di Brera, sono i soli tra tanti illustri Italiani morti a’ nostri tempi, che abbiano ottenuto l’onore di un monumento: e questo pure nol debbono che a’ loro amici. Mentre pertanto e Beccaria e Agnesi, e Mascheroni e Spallanzani ed altri molti giacciono tuttora indistinti, quanto non è doloroso e umiliante che anche nel

    di quelli Scritti, ch’erano destinati a rimanere inediti, non fu certamente suggerita dalla saviezza, nè poteva esser fatta in tempo più inopportuno per l’estimazione stessa dell’illustre autore presso il volgo de’ lettori; e se mai v’ebbe parte la venerazione per la di lui persona, il pensiero, anche per sè lodevole, non poteva essere più inconsiderato.