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Pagina:Notizie storiche dell'antica chiesa di San Pier Forelli in Prato.djvu/91


documenti xxvii

che non sia fatta innovazione alcuna relativamente alla soppressione della cura suddetta, fino a che non sia risoluta la petizione pendente al Governo sopra il presente affare, autorizzando chi occorre a porre alla medesima l’economo, come di stile.»

(L. S.)

Mazzoni Presidente

Leonetti Segretario.


(Archivio della Curia vescovile di Prato.)

XV.

(14 novembre 1805.)

Il Vescovo di Pistoia e Prato avanza il progetto di ristabilire la cura di San Pier Forelli di Prato, che a forma del motuproprio de’ 22 luglio 1783 dovrebbe restar soppressa, adducendo che la medesima ha una popolazione di 776 anime, compreso il Collegio ed il Conservatorio delle Pericolanti, e che il popolo gradisce che sussista, essendo la più antica cura di detta città.

E per formargli la congrua, oltre gli assegnamenti propri, pone in vista scudi 50 che si pagavano di pensione dal Patrimonio Ecclesiastico di Prato al defunto prete Pianigiani, osservando che tali assegnamenti, uniti alla messa libera, daranno al parroco il mezzo di sussistere onestamente.

Il Segretario del Regio Diritto rileva, che nel citato motuproprio non si assegna la ragione per cui debba esser soppressa la detta cura; che nel 1799, allorchè restò vacante, fu sospeso il detto ordine di soppressione; che esiste tuttora con un economo spirituale; e che è indifferente il lasciarla sussistere, quando non vi sono ragioni speciali per sopprimerla.

In conseguenza di ciò, credendo che convenga approvare la proposizione del Vescovo, propone di ordinare che, derogato in questa parte al citato motuproprio, sussista la cura di San Pier Forelli, che non sia fatta innovazione rispetto al patronato,