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Pagina:Notizie storiche dell'antica chiesa di San Pier Forelli in Prato.djvu/52

36 parte prima


Dirò brevemente de’ successori del Troiani.

Pietro Caluri resse, come economo, la chiesa di San Piero dall’11 d’aprile al 14 giugno del 1742; nel qual giorno ne prese possesso il nuovo priore Lorenzo Bellosi, già rettore della chiesa di San Donato. Forse la povertà della prebenda fe’ lecito al Bellosi di tenere al tempo stesso un canonicato nella cattedrale. Alla sua morte, avvenuta il 16 gennaio del 1775, all’età di sessantaquattro anni, tornò l’economato nel Caluri, che lo tenne fino all’11 d’aprile del 1776: e in questo tempo non si mancò di trattare della soppressione1. In quel giorno peraltro, Francesco Maria Cecchi, nato a Coiano nel 1742, entrava al possesso della nostra chiesa, già ottenuta per motuproprio sovrano degli 8 febbraio2. Lasciò il Cecchi qualche memoria delle cose da lui operate3; ma niuna ne trovo, che meriti di essere qui registrata. Era questo priore un buon uomo, scarso di dottrina4, ma assai accetto ai popolani, perchè facile con tutti, e alle umane miserie indulgente. Era povero, e a pena campava con le scarse rendite; delle quali non è qui fuori di luogo il dare un cenno.

In un libro di Ricordi, su cui il Troiani e il Cecchi molto scrissero, è pure indicato il patrimonio della chiesa, proveniente da antichi livelli. Nel 1660 era portata fra i benefìzi di Prato per la rendita di centoventi misure tra grano e vino, e con l’aggravio di queste tasse: Studio, lire 16, 17, 6; Spoglie, lire 1, 19. Ma nel 1778 più nettamente si dimostra, che essendo lire 595 e soldi 6 l’entrata, e lire 485, 8, 4 l’uscita, solo di lire 109, 17, 8 poteva il parroco vantaggiarsi. Il So-

  1. Officiale del regio Diritto, de’4 aprile 1775.
  2. Filza d’Atti beneficiari, nell’archivio della Curia vescovile.
  3. Libro di Memorie più volte citato.
  4. Si legge fra i suoi Ricordi: «Dal dì 9 maggio 1777 a tutto il dì 29 di aprile 1778 tradussi le Omelie dei Vangeli delle domeniche di tutto l’anno; e i Vangeli suddetti li copiai secondo la volgata (voleva dire, il volgarizzamento) di Antonio Martini