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Pagina:Notizie storiche dell'antica chiesa di San Pier Forelli in Prato.djvu/46

30 parte prima

que’ Padri perchè ne procurassero la spedizione. Roma per un pezzo si tacque; e finalmente ordinò, che si sentisse il popolo. E il popolo fu sentito, senza che il Troiani ne avesse sentore, dai Gesuiti medesimi, che mandarono una lista di popolani sollecitati a soscrivere. Ma la sacra Congregazione non badò alla lista, e volle che il rettore adunasse il popolo a suon di campana. Fu fatta agli 8 dicembre l’adunanza, a cui intervenne uno per casa, nella medesima chiesa di San Piero. Il consenso fu dato sotto alcune condizioni, e fu mandato a Roma. Intanto i Gesuiti, fatte bene le ragioni, viddero che a costruire di pianta chiesa e canonica gliene andava una grossa spesa: per il che ottennero dalla Congregazione romana di mettere a stima quelle rovinose mura di San Piero, con intenzione di dare al rettore quella somma che i periti avessero assegnata, con qualcosa sopra la stima; e il rettore se la facesse. Milledugento scudi fu la stima; ascese a millecinquecento l’offerta. Ma il Troiani fece anch’egli i suoi computi; e vidde che a comprare il sito dentro i confini della parrocchia ne andavano scudi novecento; da tre a quattro cento scudi sarebbero occorsi nel risarcimento della casa acquistata: restava da costruire la chiesa, per la quale gli uomini dell’arte giudicavano abbisognar scudi mille. «Per assicurarmi (sono parole dello stesso Troiani) da qualunque pregiudizio, che forse averei ricevuto da questo trattato, feci penetrare alla sacra Congregazione, che il trattato fatto co’ padri Gesuiti non era stato di permutare la mia chiesa di San Piero e sua casa canonicale a ragione di prezzo nè di stima, ma bensì a ragione di luogo uguale a quello che da me si doveva a loro consegnare1

Era prefetto di quella sacra Congregazione il cardinale Bandino Panciatichi, uomo nelle leggi peritissimo, e nell’amministrazione della giustizia integerrimo2: perlochè nulla

  1. In un libro manoscritto di Memorie, nell’archivio della parrocchia.
  2. I suoi biografi scrissero, che «nel sostenere la giustizia egli ebbe testa