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Pagina:Notizie storiche dell'antica chiesa di San Pier Forelli in Prato.djvu/36

20 parte prima

appresso la troviamo convertita in Congrega della Dottrina cristiana, forse perchè fino dal primo di luglio 1685 era stata aggregata all’arciconfraternita della Dottrina cristiana sedente in Roma1.


Confraternita de’ santi Crespino e Crespignano, e altare dedicato a essi santi Martiri. — Narra la leggenda come Crespino e Crespignano fossero due fratelli che da Roma passarono in Francia per dilatarvi la fede cattolica; e, per campare la vita, lavoravano calzari. Il loro martirio si pone a’ 25 d’ottobre, circa agli anni 300 dell’era cristiana; ma non so in qual tempo cominciassero i calzolai ad avergli in devozione. Nel Breve dell’arte de’ Calzolai di Prato2, composto l’anno 1347, s’invocano, dopo Dio e la beata Vergine, i santi apostoli Pietro e Paolo; e a san Paolo era anticamente raccomandata quest’arte: più tardi, dunque, si ebbe ricorso fra noi alla invocazione dei due Martiri.

Abolite le corporazioni delle Arti dal granduca Pietro Leopoldo con l’editto de’ 27 di novembre 1775, vollero i buoni calzolai pratesi valersi della facoltà che dava la legge a ciascuna Arte soppressa, di continuare nella propria chiesa le pratiche di religione: e così nacque la confraternita de’ santi Crespino e Crespignano in San Pier Forelli, ed ebbe un propio Regolamento3, approvato il 18 novembre 1778 dai Deputati alla

    rettore della chiesa di San Pier Forelli, che dichiara di accettare la detta Congregazione, e di assegnarle l’altare del Crocifisso, in benemerenza specialmente dell’obbligo ch’erasi assunto di fare la processione del santissimo Sacramento il sabato infra ottava del Corpusdomini.

  1. L’exequatur apposto alla lettera di aggregazione dal vicario generale Antonio Buonamici, è del 14 settembre 1685.
  2. Fu da me pubblicato nei Ricordi filologici e letterari che si stampavano a Pistoia negli anni 1847 e 48; a pag. 140 e seguenti.
  3. Filza T di Negozi e memoriali della Segreteria della Camera di Commercio, n° 46. — N’è copia in un libro manoscritto di varie Memorie nell’archivio parrocchiale di San Pier Forelli.