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Pagina:Notizie storiche dell'antica chiesa di San Pier Forelli in Prato.djvu/26

10 parte prima

Di alcuni rettori della chiesa di San Pier

Forelli, anteriori all’epoca in cui venne

elevata in prioria.


Dirò qui di alcuni antichi rettori della nostra chiesa, i cui nomi ho potuto con qualche studio raccogliere, non avendone trovata, nè potendo forse trovarsi, la serie compiuta. Solo una lunga indagine nelle pergamene della Propositura, del Comune, degli Spedali e dei Ceppi pratesi, m’avrebbe potuto fornire altri nomi per i tempi anteriori al secolo decimosesto; come per i posteriori mi avrebbe giovato l’archivio del Capitolo e quello della Curia episcopale: ma confesso che il frutto sperabile non mi parve corrispondente all’improba fatica.

Non è maraviglia se fra i rettori della chiesa di San Piero si trovano annoverati de’ canonici della pieve o propositura pratese. Essendo anticamente parrocchia la sola chiesa matrice o battesimale, avveniva che i pievani o i proposti destinassero uno dei loro canonici al governo dell’altre chiese, dette oratorii o cappelle, dove in nome loro erano amministrati i sacramenti. Canonico della pieve di Santo Stefano è quel Giovanni de Sancto Petro Furello, che si trova ricordato in una carta del 25 marzo 1219, per la quale si compone una lite insorta fra il proposto di Prato e il pievano di San Giusto1. E questo Giovanni è il più antico rettore della nostra chiesa, del quale ci sia pervenuto il nome.

Bonso del fu Omodeo rinunzia va nel 1301 la rettoria di San Piero, e l’abate di Grignano col suo capitolo, volentes, in quantum in eis est, de pastore ydoneo providere, ne dicta ecclesia in spiritualibus et temporalibus substineat lesionem, gli eleggevano a successore un certo Bonaiuto del fu Betto,

  1. Vedi fra i Documenti, al n° III.