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Pagina:Notizie storiche dell'antica chiesa di San Pier Forelli in Prato.djvu/25


parte prima 9

e ancora cento e cinquant’anni dopo additavasi il monticello ombroso di cipressi e d’allori, su cui Celso prendeva a ragionare delle bellezze d’alcune donne pratesi1. Ma anche le mura della badia caddero, quando sul declinare del secolo decimosettimo quivi sorgeva il Collegio fondato da Francesco Cicognini2: nobilissimo edificio, dove da un secolo e mezzo trae da tutte le parti una fiorita schiera di giovani a informare l’animo nei lodati costumi, e a erudire la mente negli studi letterari e scientifici.

Col mancare de’ monaci, il patronato della chiesa di San Piero tornava intiero nel Capitolo pratese; il quale cedè gli antichi e i nuovi diritti al Principe che gli voleva.

  1. Bibliografia Pratese compilata per un da Prato; pag. 100, in nota. — Il nostro Giuseppe Bianchini scriveva al Manni sotto dì 24 febbraio 1740 allo stile fiorentino, che il monticello ch’era nell’orto della badia di Grigliano, rammentato dal Firenzuola, fu levato affatto dai Gesuiti nel fabbricare il loro Collegio; e il Bianchini da giovinetto, cioè poco avanti il 1700, lo vide più volte, e vi andò sopra per diporto con altri compagni. Vedi il Calendario Pratese, anno III, pag. 87.
  2. Vannozzo de’ Rocchi aveva preso in affitto l’orto della badia. Nel 1676 il Capitolo fiorentino vendè l’orto, la chiesa, e la intiera badia ai Gesuiti, che vi edificarono il Collegio Cicognini.