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per mezzo delle annessioni, e non rifuggire nella politica unitaria italiana per inconsulte suscettibilità dagli espedienti temporanei, che ragion di stato potessero suggerire; armeggiando però sempre con destra ma leale politica al conseguimento dello intento nostro. Tener per certo ora e sempre che l’Austria non ismetterà mai dal fermo pensiero di riprendere il perduto, sino a che almeno non abbia rivalicate le Alpi per opera di trattati o di spada. Un lontano e non fondato timore d’invasione, indusse testè l’Inghilterra a fare preparativi di difesa che onorano un gran popolo che si rispetta; pensi ognuno quale debba essere il nostro contegno a fronte dei pericoli più gravi e più reali di quelli a cui si credeva e si crede tuttavia minacciata l’Inghilterra.

2° Che, per ragioni d’interessi morali della più alta sfera, per ragioni di politica internazionale, e di futuro equilibrio europeo, per affinità di razza di costumi e di aspirazioni, e per motivi supremi, infine che non ammettono oramai altra alternativa se non quella della gloria o della umiliazione, del primato o dell’avvilimento, dell’emergere o del sommergere, la Francia e la Francia Imperiale specialmente, non può ristarsi dall’intrapreso cammino a nostro favore sino ad opera compiuta. Noi dobbiamo però avere il più grande rispetto per gli interessi e per le suscettibilità di quel gran popolo, certi di essere ricambiati di eguali riguardi per tutto ciò che ha tratto alla dignità nostra, ed ai nostri principii d’indipendenza e unità nazionale, (ora relativa) cose sopra le quali non evvi transazione possibile. Dobbiamo pure in pari tempo atteggiarci in guisa da rendere manifesto non solo alla