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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/99


01 - Ma nello slesso modo il bisogno d'incredulità è stato scambiato colla « volontà di verità» ( — un bisogno di liberarsi da una fede per cento ragioni : il diritto di diventare oppositori di qualche specie di « credenti »). Che cosa ispira gli scet- tici? r 0 d i o contro i dogmatici — oppure un bisogno di tranquil- lità, una stanchezza come in Pirrone. I vantaggi che si aspet- tavano dalla verità erano i vantaggi della fede in essa: — in sè, cioè, la verità poteva essere molto penosa, dannosa, fatale. — Si è anche combattuta di nuovo la « verità « soltanto quando si erano ripromessi vantaggi dalla vittoria, — per esempio libertà dalle po- tenze dominanti. La metodica della verità non è stata trovata nei motivi della verità, ma nei motivi della potenza, del voler essere superiore. Con che cosa si dimostra la verità? col sentimento della potenza elevata — coll'utilità — coU'indispensabilità, — i n una parola, coi vantaggi (presupposizioni, cioè, del come la verità dovrebbe essere fatta, per poter venire riconosciuta da noi). Ma questo è un pregiudizio: un segno che non si tratta affatto di v e r i t à.... Che cosa significa, per esempio, « la volontà di verità », per i Goncourts? peri naturalisti? Critica dell'» obbiettività ». Perchè conoscere; perchè non ingannarsi, piuttosto? Quello che si è voluto è sempre stata la fede, — e non la verità.... La fede si raggiunge con mezzi opposti a quelli della metodica del- l'indagine : esclusa persino quest'ultima. IJ^ pr^^ema di Socrate. Le due antitesi: i l senti- rnento t_r a g_ i c o. il sentimento socratico, misurati secondo la legge della vita. In che senso il sentimento socratico è un fenomeno di deca- denza : in che senso però mostra ancora una salute robusta, una grande forza nell'intera attitudine, nella dialettica, nel vigore, nella energia dell'uomo scientifico (— la salute del plebeo; la cui catti- veria, Vespril frondcuT la sagacia, ciò che resta au fond di canaglia è contenuto nei limiti dalla saggezza; «brutto »). I m b r u 1 1 i m e n t 0 : lo scherao verso se stesso, l'ai-idità dia- lettica, l'intelligenza come il tiranno contro il «tiranno» (l'i- stinto). In Socrate tutto è esagerato, eccentrico, caricatura, un buf-^ _ fonc cogli istinti di Voltaire. Egli scopre una nuova specie di com- 194. - 1