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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/93


a. — Do — 182. Questo è straordinario. Sin dagl'inizi delia filosofìa greca Iro- viamo lina lotta contro la scienza, coi mezzi della teoria della co- noscenza e dello scetticismo: e a quale scopo? Sempre a favore dell t morale... (l'odio contro i fisici e i medici) Socrate, Aristii)po, i Me- garici, i Cinici, Epicuro, Pirrone — assalto generale contro la cono- scenza a favore della morale... (odio anctie contro la dialettica i. Rimane un problema da risolvere: essi si avvicinano alla sofistica per sbarazzarsi della scienza. D'altra parte i fisici sono assoggettati a tal punto che essi ammettono fra le loro basi, lo schema della verità, del vero essere : per esempio l'atomo, i quattro elementi (giusta posizione dell'essere per spiegare la molteplicità e il cambia- mento — ). Disprezzo verso l'oggettività dell'interesse: ri- torno all'interesse pratico, all'utilità personale di tutte le conoscenze... La lotta contro la scienza è diretta: 1) contro il suo pathos (og- gettività); 2) contro i suoi mezzi : (cioè contro la loro utilità); 3) con- tro i suoi risultati (considerati infantili). È la stessa lotta che fu ripresa più tardi dalla Chiesa in nome della religiosità : la chiesa eredita tutto l'apparecchio da com- battimento usato nell'antichità. La teoria della conoscenza ha in essa la stessa parte che in Kaut o presso gli Indiani... Non si vuol real- mente preoccuparsene; si vuole aver la mano libera per la propria « via ». Contro che cosa si difendono propriamente? Contro l'obbligo, contro la imposizione legale, contro la necessità di andare dandosi la mano — : credo che questo si chiami libertà... In questo si esprime la decadenza: l'istinto di solidarietà è de- generato al punto che è considerato tirannia; non vogliono autorità, non vogliono solidarietà, rifiutano di mettersi in fila, per seguire l'ignobile lentezza dei movimenti. Hanno l'odio della marcia rego- lare, del « tempo », della scienza, odiano il non voler raggiungere la meta, l'opera lunga, l'indifferenza personale dell'uomo scientifico. 183. I sofisti non sono altro che dei realisti : essi formulano i valori e le pratiche familiari a tutti per elevarli al grado di valori, — hanno il coraggio, che possiedono tutti gli spiriti forti, di conoscere la loro immoralità... Si crede forse che quelle piccole città libere della Grecia, che si sarebbero volentieri divorate per rabbia e per invidia, siano state