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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/91


93 — il dolore, la morte, il corpo, i sensi, la sorte, la mancanza di libertà, ciò che è senza scopo. Essi credono 1° alla conoscenza assoluta, 2° alla conoscenza per la conoscenza, 3" all'unione della virtìi e della felicità, 4** alla co- noscibilità delle azioni umane. Essi sono guidati da istintive deter- minazioni di valore in cui si riflettono precedenti slati di cul- tura (più pericolosi). 177. Non c'è più nulla di vero in quello che una volta era considerato come vero — ciò che prima era disprezzalo come empio, proibito, spregevole, nefasto — : tutti questi fiori crescono ora sul bel sentiero della verità. Questa vecchia morale non ci riguarda più : non vi è in essa nessun concetto che meriti stima — L'abbiamo oltrepassata — non siamo più abbastanza rozzi e ingenui da doversi lasciare ingannare in questo modo... E se la verità nel vecchio senso era « verità » soltanto perchè la vecchia morale l'accett-ava, anzi poteva accettarla, vuol dire da allora non abbiamo più bisogno di verità... Il nostro criterio della verità non è affatto la moralità : noi confu- tiamo un'affermazione col dimostrare che essa è dipendente dalla morale, ispirata da nobili sentimenti. 178. Tutti questi valori sono empirici e condizionati. Ma chi crede in essi, chi li venera non vuole appunto riconoscere questo ca- rattere. I filosofi tutti credono in questi valori e una forma della loro venerazione è stata il fare di essi delle verità a priori. Carat- tere falsificatore della venerazion e... La venerazione è l'ultima pietra di paragone della lealtà in- tellettuale; ma non troviamo nessuna lealtà spirituale nella storia della filosofìa: troviamo invece «l'amore del bene»... Da un lato l'assoluta mancanza di metodo per esami- nare il valore di questi valori; dall'altro lato la ripugnanza a esami- nare questi valori, ad ammettere che essi sono condizionali. Sotto il dominio dei valori morali tutti gl'istinti antiscientifici si accordarono per escludere in questo punto la scienza. 179. Essendo profondamente diffidente intorno ai dogmi della teoria -