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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/68


- ia prima è solamente un insieme di sintomi della seconda; si è ne- cessariamente cattivi come si è necessariamente malati.... Cattivi: la parola qui esprime certe incapacità che sono fisiologicamente unite al tipo della degenerazione : per esempio la debolezza della volontà, l'incertezza e persino la molteplicità della « persona » l'im- potenza a sopprimere la reazione a una qualsiasi eccitazione e a « dominarsi », la costrizione dinanzi ad ogni specie di suggestione di una volontà estranea. Il vizio non è una causa; il vizio è una con- seguenza 11 vizio serve a riassumere in una delimitazione ab- bastanza arbitraria certe conseguenze della degenerazione fisiolo- gica. Una proposizione generale come questa che insegnava il cri- stianesimo : « l'uomo è cattivo, sarebbe giustificata, se si potesse am- mettere che il tipo del degenerato potesse venir considerato come il tipo normale dell'uomo. Ma questa è forse una esagerazione. Certo è che questa proposizione ha il suo diritto dovunque il cristianesi- mo prospera ed ha la prevalenza: poiché là si dimostra l'esistenza di un terreno morboso, di un campo per la degenerazione. 134 Non si può avere abbastanza rispetto dall'uomo, non appena si considera come egli sa farsi strada sa resistere, trarre profitto dalle circostanze, abbattere gli avversari; se invece si considera l'uomo, in quanto egli desideraèla bestia più assurda... Sembra che egli abbia bisogno di un'arena di viltà, di pigrizia, di debo- lezza, di sdolcinatezza, di sommessione per rifarsi delle sue virtù forti e virili : vedi le capacità umane di d esiderio, 1 suoi « ideali ». L'uomo che desidera si rifà di ciò che è eternamente prezioso in lui, del suo agire : nell'insignificante, nell'assurdo, in ciò che è privo di valore, nell'infantile. La povertà spirituale, la mancanza di spirito inventivo in questo animale altrimenti così ingegnoso e ricco di espedienti è spaventosa. L'« ideale » è per così dire la pena che l'uomo paga per l'enorme sforzo che deve soste- nere in tutti i compiti reali e urgenti. Non appena cessa la realtà viene il sogno, la stanchezza, la debolezza : r« ideale » è proprio una forma di sogno, di stanchezza, di debolezza... La natura più foit€ e le più deboli si uguagliano quando questo stato s'impos- sessa di loro : essi deificano la cessazione del lavoro, della lotta, della passione, della tensione, dei contrasti, della « realtà » insomma.... della lotta per la conoscenza, della fatica della cono- scenza. -