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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/66


f - 68 - 2, GLI IDEALI MORALI. Per la critica dell' ideale. ■ 128. Incominciare questa critica coireliminare la parola «ideale»: Critica delle desiderabilità. 129. Un uomo come deve essere; questo ci sembra altrettanto in- || sulso qu^ anto » un a l bero come deve essere ». 130. Etica: « « filosofia della desiderabilità ». « Dovrebbe esser altrimenti » « De ve diventare altrimenti » : il malcontento sarebbe il germe dell'etica. Ci si potrebbe salvare in primo luogo collo scegliere quello in cui non entra il sentimento, in secondo luogo, col capirne la pre- sunzione e la stoltezza; poiché esigere che qualcosa sia diverso da ciò che è, vuol dire esigere che tutto sia diverso, — contiene una critica che condanna il tutto. Ma la vita in sè è un tale desiderio! Stabilire che cosa è, come è, sembra qualcosa di indicibilmente più alto e più serio di quel « Così dovrebbe essere »; poiché questo sembra essere condannato sin dall'inizio al ridicolo, quale critica e presunzione umana. Viene qui espresso un bisogno il quale esige che l'ordinamento del mondo corrisponda al nostro benessere umano; anche la volontà di fare quanto è possibile ri- guardo a questa meta. D'altra parte solo questo bisogno « così dovrebbe essere » ha suscitato l'altro bisogno « che cosa è ». Il capire cioè « che cosa è » è già una conseguenza di quella domanda « come è possibile? perchè proprio così? » La meravigliadel disaccordo fra i nostri desideri e l'andamento del mondo ci ha condotti a conoscere questo anda- mento. Forse la cosa sta ancora diversamente: forse quel «così do- vrèbbe essere » è il nostro desiderio di dominare il mondo. 131. Il concetto « azione riprovevole » ci rimane difficile. Niente di tutto ciò che accade in generale può essere riprovevole in sè: poi- -