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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/65


- r a n n i a di una specie, la specie sulla cui misura è fatta questa unica morale su altre specie; è la distruzione o l'uniformità a favore della morale regnante (sia per non essere più pericolosi per essa, sia per venire sfruttati da essa). « Soppressione della schia- vitù » apparentemente un tributo alla « dignità umana », in realtà la distruzione di una specie fondamentalmente diversa (distru- zione del suo valore e della sua felicità). Quello che in una razza o in una classe avversa costituisce la sua forza viene interpretalo come quello che essa ha di cattivo, di peggiore : poiché con questo essa ci nuoce (si calunniano e si sbat- tezzano le sue « virtù »). Vale come obbiezione contro un uomo o un popolo, quando ci danneggia; ma dal suo punto di vista noi siamo desiderati da lui, perchè siamo di quelli dai quali egli può trarre qualche profitto. L'esigenza del « rendere umano » (che molto ingenuamente crede di possedere la formula: « che cosa è umano? ») è un tartufismo di cui si serve una determinata specie di uomini per giungere al do- minio: più esattamente, un istinto ben determinato, l'istinto del gregge. «Uguaglianza degli uomini»: ciò che si nascon- de sotto la tendenza a mettere sempre più gli uomini come uomini allo stesso livello. L'« interesse in rapporto alla morale comune (Artifìcio: fare dei grandi appetiti, il desiderio di dominare e la cupidigia, i protettori della virtù). In che misura gli u o m i n i d' a f f a r i di ogni specie e la gente avida di guadagno, tutto ciò che deve far credito e pretende otte- nerne, ha bisogno di spingere all'uniformità del carattere e a delle valutazioni: il commercio mondiale e lo scam- bio mondiale di ogni specie obbligano alla virtù e la com- prano per così dire. Nello stesso modo lo Stato e ogni forma di dominio riguardo agli impiegati e ai soldati; nello stesso modo la scienza per poter lavorare con fiducia e per economizzare le sue forze. — Nello stesso modo il clero. Si fa dunque trionfar qui la morale comune perchè con essa si raggiunge un vantaggio; e per assicurarle la vittoria si fa la guerra e si usa la violenza contro l'immoralità — secondo qual «diritto»? Secondo nessun diritto: ma secondo l'istinto di conser- vazione. Le stesse classi si servono dell'immoralità quando essa è utile a loro.