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8 - 05. Lo schiavo ideale («l'uomo buono»). Colui che non può stabilire sè come « scopo » nè può in generale stabilire da sè degli scopi, istintivamente rende onore alla morale della rinuncia a sè. Tutto lo persuade verso questa morale: la sua prudenza, la sua esperienza, la sua vanità. E anche la fede è una spogliazione della personalità. Atavismo: sentimento delizioso, poter una volta obbedire in modo assoluto. Diligenza, modestia, benevolenza, temperanza sono altrettanti ostacoli al sentimento sovrano, alla grande fa- colta inventiva, all'eroica fissazione della meta, al distinto esistere-per-sè. Non si tratta di andare avanti agli altri, (con questo nel caso migliore si è pastori, cioè l'aiuto superiore del gregge) ma si tratta di poter andar per proprio conto per p o- ter essere altrimenti. 96. Le condizioni e i desideri lodati: pacifico, equo, sobrio, mo- desto, rispettoso, riguardoso, valoroso, casto, onesto, fedele, credente, retto, fiducioso, rassegnato, compassionevole, soccorrevole, coscien- zioso, semplice, mite, giusto, generoso, indulgente, ubbidiente, di- sinteressato, privo d'invidia, buono, laborioso. Da distinguere: sino a che punto tali qualità sono ne- cessarie come mezzo per arrivare a uno scopo e a una volontà determinata (spesso a un «cattivo scopo»); oppure come conseguenze naturali di una passione dominante (per esempio r intellettualità) : oppure come espressione di una necessità, voglio dire come condizioni d'esistenza (per esempio cittadino, schiavo, donna ecc.). Summa : sono tutti considerati come «buoni» non per sè stessi, ma già in base al criterio della «società» del « gregge » come mezzi per giungere ai fini di questo, necessari per conservarli e per farli progredire, e nello stesso tempo come conse- guenze particolari di un vero istinto di gregge; quindi al servizio di un istinto che è profondamente diverso da queste condizioni virtuose. Infatti nei suoi rapporti verso l'esterno il gregge è egoista. - 5