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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/323


25 — aocrescimenlo in grandezza e sulLezza l'uomo cresce anulie in profon- rìilù e formidabilità: non si deve volere Tuna cosa senza l'allra, — 0 piuttosto: quanto più profondamente si vuole una cosa, tanto più profondamente si raggiunge appunto l'altra. 693. Il fine non è r« umanità », ma il superuomo! 694. Come Vuom si eterna.... Inf. X\', 8S. 695. Percorrere tutta l'estensione dell'anima moderna, essersi indu- giati in ognuno dei suoi angoli — una ambizione,- una tortura e una felicità. Vincere per davvero il pessimismo — ; uno sguardo goethiano pieno di amore e di buona volontà come risultato. 696. E sapete anche voi, che cosa è per me « il mondo »? Ve lo devo mostrare nel mio specchio? Il mondo : un prodigio di forza, senza principio, senza fine, una salda, bronzea quantità di forza, che non diviene nè maggiore nè minore, ma solo muta, come un tutto inva- riabilmente grande, un'azienda senza uscite e 'senza perdite, ma an- che senza aumento e senza entrate, circondata dal «nulla», come dai suoi limiti, niente di confuso, niente di perduto, di infinitamente- esteso, ma come forza determinata posta in un determinato spazio, e non in uno spazio che fosse in qualche parte vuoto, ma pieno dap- pertutto di forza, come giuoco di forze insieme uno e molteplice, qui accumulantesi e là diminuentesi, un mare di forze in sè stessa tem- pestose e fluttuanti, eternamente mutevoli, eternamente ricorrenti con un ricorso di un numero d'anni prodigioso, con un flusso e ri- flusso delle sue formazioni, trapassante dalle piìi semplici alle più composte, dalle più tranquille, rigide, fredde, alle Più ardenti, sel- vagge, contrastanti seco stesse, e poi nuovamente dalla pienezza alia semplicità, dal gioco delle contradizioni al piacere dell'unisono, af- fermante sè stesso in questa uguaglianza delle sue strade e dei suoi anni, benediicente se stesso come ciò che deve eternamente ritornare, - 3