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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/31


33 — è antibiologico, è esso stesso un parto della « dècadence » dimtó^ta.,. ^ La vita è una conseguenza della guerra, la società sfe!ÌSa è ;^gP mezzo per la guerra.... ( ^ ^ Il signor Herbert Spencer, come biologo, è un dèchi^pj e lo _ ^ è anche come moralista (egli vede nella vittoria dell'altruis cosa di desiderabile! !!) 55. Evoluzione del pessimismo verso il nichilismo. Snatu- razione dei valori. Scolastica dei valori. I valori isolati e idealizzati, invece di guidare e di dominare l'azione si rivolgono contro l'azione, condannandola. Contraddizioni inserite in luogo di gradi e di ordini naturali. Odio della gerarchia. Le contraddizioni corrispondono a un'epoca plebea, perchè sono più facilmente afferrabili. II mondo «riprovato» di fronte a un mondo edificato arti- ficialmente, ad un mondo « vero » pieno di « valore ». Finalmente si scopre con quale materiale si è edificato il « vero mondo » : ci si accorge che rimane soltanto il « mondo riprovato » e si addebita ad esso questa suprema delusione. Con questo ci si trova di fronte al nichilismo: si sono con- servati i valori direttivi e niente altro. Qui sorge il problema della forza e della debolezza. 1) I deboli vi s'infrangono. 2) I più forti distruggon ciò che non s'infrange. 3) I fortissimi superano i valori direttivi. Tutto questo riunito costituisce l'epoca tra- gica. 56. Il pessimismo delle nature energiche. « A che scopo? » dopo una lotta terribile, persino dopo la vitto- ria. C'è qualcosa cento volte più importante che il sapere se ci tro- viamo bene o male: è l'istinto fondamentale di tutte le nature forti. In breve l'avere una meta per la quale non si esita a fare dei sacri- fici u m a n i, ad esporsi ad ogni pericolo, a prendere su di sè ogni male od ogni peggior male — la grande passione. 57. La preponderanza del dolore sulla gioia oppure l'opposto — 34