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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/271


2TÓ - Qui si crede veramente a una equivalenza di azioni che non si presenta in tutti i rapporti reali. Non si p u ò rendere ogni azione: non esistono azioni uguali fra veri « individui » e quindi non esistono compensi... Oi^'atndo faccio (jualcosa, non penso affatto che un altro uomo possa fare la stessa cosa; ciò che faccio appartiene a me.... Non mi si può rendere nulla, si farebbe sempre un'a lira azione verso di me. 559. • Indico qualcosa di nuovo: certo, per un simile essere democra- tico c'è il pericolo del barbaro, ma lo si cerca solo nel basso. C'è anche un'altra specie di barbari che vengon dall'alto; una specie di nature conquistatrici e dominanti che cercano una materia che essi possano foggiare. Prometeo era un simile beirbaro. 560. Le autoformazioni ti pi eh e, ossia le otto doman- de principali: 1; Si vuol diventare più complessi o più semplici? 2) Si vuol diventare più felici o più indifferenti verso la feli- cità e l'infelicità? 3) Si vuol diventare più contenti di sè o più esigenti e più inesorabili? Si vuol diventare più miti, più indulgenti, più umani, oppure « più inumani »? 5) Si vuol diventare più saggi o più spietati verso gli altri? 6) Si vuol raggiungere una mèta o si vogliono evitare tutte le mète (come fa iJ filosofo che sente un limite, un nascondiglio, una prigione, una sciocchezza in ogni mèta)? 7) Si vuol essere più stimati o più temuti? oppure più d i- sprezzati? 8) Si vuol essere tiranni o seduttori, oppure pastori o animali da gregge? 561. I diritti che un uomo si prende sono in rapporto coi doveri che egli s'impone, con i compiti ai quali egli si sente atto. La mag- gioranza degli uomini non hanno diritto all'esistenza, anzi sono una disgrazia per gli uomini superiori. - 2