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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/234


236 mati in un dato modo, su un qualunque oapro espialorio. Questo ca- pro espiatorio può essere Dio — non mancano in Russia tali atei per risentimento — oppure l'ordine sociale, o Teducazione e l'istru- zone, o gli Ebrei, o i nobili, oppure, in generale, tutti quelli che in qualunque modo sono riusciti bene nella vita. E un delitto asser nati in condizioni favorevoli, perchè in questo modo gli altri sono stati diseredati, sono stati messi da paii'te, condannati al vizio e per- sino al lavoro... Che colpa ne ho io se sono miserabile? Ma bi- sogna che sia la colpa di qualcuno, altrimenti sarebbe una cosa intollerabile !... In breve, il pessimismo per indignazione inventa delle re- si)onsabilità per crearsi un sentimento piacevole — la vendetta — <f più dolce del miele » aveva già detto il vecchio Omero. Se questa teoria non trova maggior intendimento, voglio dire, maggior disprezzo, è in grazia di quella parte di cristianesimo che tutti abbiamo nel sangue, cosichè siamo tolleranti riguardo a certe cose, solo perchè di lontano odorano un i)o' di cristiano... I socia- listi fanno appello agli istinti cristiani; questa è la loro saggezza più sottile. Il cristianesimo ci ha abituati al concetto superstizioso del- l'" anima », dell'" anima immortale », alla monade dell'animo che possiede altrove la sua nera dimora, che è caduta solo casualmente, in queste o in quelle circostanze, fra » le cose terrene » e si è fatta « carne » senza però che con questo il suo essere sia stato toccato e ancor meno condizionato. I rapporti sociali, di parentela, storici non sono per l'anima che occasioni, imbarazzi, forse: in ogni modo essa non è mai la loro opera. Con questa idea Tindi- viduo diviene trascendente; appoggiandosi su di essa può attribuirsi un'insensata importanza. Infatti il cristianesimo ha incitato anzitutto l'individuo a eri- gerei a giudice di tutte le cose, la follia delle grandezze è diventata quasi un dovere, poiché l'individuo deve far valere dei diritti eterni contro tutto quello che è temporaneo e condizionato. Che importa lo Stato! e la società! e le leggi stori<:hel e la fisiologia! Parla qui qualcosa che è al di là del divenire, qualcosa d'imanuta- bile e di diverso : un'a n i m a! Un'altra idea cristiana, non meno in- sensata si è internata ancora più profondamente ed è stata tra- smessa nella cai-ne deila modernità : l'idea della « uguagi ianza delle anime innanzi a Dio». Qui si presenta il prototipo di tutte le teorie dei diritti uguali : si è insegnato prima all'umanità a balbettare religiosamente il principio dell'uguaglianza e poi se ne — 237 —