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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/225


27 — vuole il predominio, il possesso, e appare come una dedizione. In fondo è solo l'amore per il proprio « strumento », pel proprio « ca- vallo », — la sua persuasione, che questo e quello gli appartie- n e, come a uno che è in grado di servirsene). « Libertà », « giustizia » e « amore »!!! 466. Revisione del concetto di «egoismo». — Se si è compreso fino a che punto r<< individuo » è un errore, e che ogmi essere singolo è l'intero processo in linea retta, (non solo « eredi- tato », ma esso stesso — ), allora ogni singolo essere ha un' i m po r- tanza straordinariamente grande. L'istinto parla qui assai giustamente. Dove questo istinto cessa, dove l'individuo si cerca un valore solo in servigio di altri, si può sicuramente de- durre la stanchezza e la degenerazione. L'altruismo dell'intenzione, solido, senza ipocrisia, è un istinto per crearsi almeno un secondo valore, in servigio degli altri egoismi. Ma per lo più è solo ap- parente; un giro vizioso pel mantenimento del pro- prio sentimento vitale, del sentimento di va- lore. 467. Gli artifizi per rendere possibili azioni, regole, affetti, che considerati individualmente non sono più a m miiss i b i 1 i, — e non sono neanche più « gustosi » : li rende gustosi l'arte, che ci fa penetrare mondi a noi resi « stranieri »; lo storico ne mostra la specie di diritto e ragione; i viag- gi; l'esotismo; la psicologia; il diritto penale; il manicomio; il de- linquente; la sociologia; r« impersonalità » (cosicché noi, come media di un essere collettivo ci concediamo questi affetti e queste azioni — collegi giudicanti, giuria, cittadino, soldato, ministro, principe, so- cietà, « critico » — ) ci dà il senso di fare un sacrificio. 468. Restituire all'uomo cattivo la coscienza — è stata questa la mia involontaria cura? e proprio all'uomo cattivo, in quanto è l'uomo forte? (Si deve qui ricordare il giudizio di Dostoiewky sul delinquente del carcere). — 2