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Pagina:Nietzsche - La volontà di potenza, 1922.djvu/207


9 — Questi biologi continuano le valutazioni morali ( — il « valore in sè più alto dell'altruismo », l'ostilità contro l'aspirazione al do- minio, contro la guerra, contro l'inutilità, contro l'ordinamento in gradi e classi). m, L' i n d i V i d u a z i 0 n e, giudicata dal punto di vista della teoria della discendenza mostra l'incessante divisione dell'uno in due, e la decadenza altrettanto continua degli individui per il vantaggio di pochi, che proseguono lo sviluppo : la massa stragrande muore ogni volta (« il corpo »). 11 fenomeno fondamentale: individui innumerevoli sacrificati per causa di pochi: come possibilità di questi. — Non ci si deve lasciar ingannare; proprio cosi stanno le cose pei popoli e per le razze: essi formano il « corpo » per la creazione dei singoli individui di piìi alto valore che proseguono il grande processo. 433. Col deprezzamento morale dell'^^ro va di pari passo una più alta valutazione della specie. Ma la specie è qualcosa di illusorio al pari deìVego; si è fatta una distinzione falsa. L'ego è mille volte più che una pura unità nella catena di membri; esso è la catena stessa, in tutto e pertutto; e la specie è una pura astrazione tolta dalla molteplicità di queste catene e dalla loro parziale somiglianza. Che, come è stato tanto spesso affermato, l'individuo sia sacri- ficato alla specivj, non è affatto la realtà di fatto; è piuttosto solo il tipo di una erronea interpretazione. 434. Contro la teoria che il singolo individuo ha presente il van- taggio della specie, della sua discendenza a prezzo del suo proprio vantaggio: è solo apparenza. L'importanza inaudita che l'individuo dà all' istinto della generazione non è una conseguenza dell" mportanza di esso per la specie; la procreazione è l'atto proprio dell'individuo, e il suo più alto interesse, la sua più alta manifesta- zione di potenza (naturalmente non giudicata dal punto di vista della coscienza, ma dal centro dell'intera individuazione). I